Lost & found: Marco Tufano

Da Gaetano Grieco, cui è dedicato il post di ieri, ad un altro protagonista della splendida stagione 2006/07: Marco Tufano, esterno napoletano classe ’84, una buona propensione alla corsa e al dribbling, 23 presenze e due reti in campionato.

Il titolo, a dirla tutta, dovrebbe essere corretto in “Lost”, e basta: notizie recenti sulla sorte di Tufano il Web non le restituisce, dopo l’ultima stagione a Isola del Liri in Serie D e un passaggio in estate nell’Equipe Campania, compagine di calciatori svincolati. Non sembra, insomma, che il nostro ex abbia trovato squadra, almeno per il momento, anche in conseguenza delle nuove regole sul tesseramento obbligatorio di calciatori “under” nella categorie inferiori.

Per il momento Tufano – che ad Avellino è rimasto a vivere – deve consolarsi con i ricordi, neppure tanto remoti, di una buona carriera in C1 e C2 (Pistoiese, Latina, Avellino, Benevento, Melfi, Paganese) e di annate recenti in Serie D, comunque positive (Casertana, Viribus Unitis, Sibilla Bacoli): tra tutti, quello più bello è legato all’esperienza trascorsa in Irpinia, una rete contro il Teramo al culmine di una lunga cavalcata in contropiede, di cui ho buona memoria, dacché fu segnata proprio sotto la Curva Sud.

Per gli amanti della storia patria – dove per Patria qui intendo il Regno delle Due Sicilie – segnalo le apparizioni nella nazionale con le insegne dei Borbone, di cui ha vestito la fascia di capitano e che ha condotto nell’estate del 2012 alla vittoria nel quarto Trofeo del Mediterraneo: i nostri superano per 3 a 2 la Sardegna, e Tufano ne fa uno su rigore.

Lost & found: Diego Hernàn Acoglanis

Occorrono memoria, curiosità, tecnologia e serendipità, e il gioco è fatto: che fine ha fatto questo o quel calciatore, che in passato ha vestito la casacca dei lupi?

Iniziamo, in maniera assolutamente arbitraria, con Diego Hernàn Acoglanis, mediano argentino, classe ’82, in biancoverde da gennaio a giugno 2011.

Acoglanis cresce calcisticamente nel Rosario Central, poi passa al Central Cordoba, quindi valica la Cordigliera delle Ande e passa ai cileni del Coquimbo. Il passaporto comunitario lo convince a cercare fortuna in Europa, prima in Spagna, con i galiziani del Lalìn, poi in Italia, dove ricomincia dalle categorie dilettantistiche: dopo due campionati a Campobasso, in serie D, nel 2008/09 si unisce all’Hirpinia, in Eccellenza. Ed è qui che, durante la trasmissione di una partita su un canale locale, sento per la prima volta pronunciare dal telecronista il nome di questo calciatore, che immagazzino in qualche parte remota della mia memoria. Da essa attingo quando un paio di stagioni dopo l’Avellino lo mette sotto contratto, dopo il campionato di C2 vinto con le vespe della Juve Stabia e un fugace passaggio al Fidene: “El Tata” raggiunge all’ombra del Partenio i connazionali Vicentin e Comini.

Nella stagione regolare del campionato di Lega Pro seconda divisione il nostro totalizza 12 gettoni di presenza e una rete, un bel destro al volo che regala all’Avellino la vittoria sul sintetico di Pomezia. Inutile dire che io c’ero, nella trasferta in assoluto più breve della mia carriera di tifoso.

La seconda marcatura stagionale del rosso argentino arriva nella doppia finale playoff contro il Trapani: Diego segna la rete del 2 -1 casalingo, che i siciliani ribaltano a loro favore nella gara di ritorno.

Dopo la breve esperienza in Irpinia, Acoglanis si accasa alla Paganese, sempre in C2. Al termine del campionato con gli azzurrostellati chiude – per il momento – la lunga carriera da trotamundos e fa ritorno in Argentina.

Ed è lì che, seguendo le sue tracce nel Web, lo ritroviamo, nella sua Rosario, con la maglia del Tiro Federal, squadra di terza divisione, con la quale, fino a marzo, mette insieme 20 presenze e una rete.