Pellegrino, il vulcano e il lupo

Giugno 2013.
Sono in vacanza a Stromboli, con mio padre. Una settimana noi due, come già l’estate precedente.
La stagione calcistica appena trascorsa ci ha visti trionfare in campionato e poi in supercoppa. Il blog sta muovendo i primi passi. Mentre sono sull’isola, nasce ufficialmente l’Avellino Club Roma, le cui vicende seguo però con momentaneo distacco grazie ai social network.
Sulla terrazza dell’agenzia Snav, a due passi dal porto, sta seduto un ragazzo con un pantaloncino verde: ha il logo dell’U.S. Avellino.Tendo l’orecchio per sentire cosa dice. L’accento somiglia al nostro, ma non vi corrisponde esattamente. La prima impressione è di uno che giochi a basket: è alto e dinoccolato, ha le mani grandi.
Quando lo reincontro il giorno dopo stabilisco che la mia nuova condizione di blogger mi impone di indagare sulla sua identità.
Mi soccorre il web, con le notizie di calciomercato. È Pietro Terracciano, che si dice sarà il nuovo portiere dell’Avellino.
Perché non si separi dal pantaloncino dell’Unione Sportiva me lo spiega lui, quando lo incontro lungo via Roma, la stradina che dal porto conduce alla chiesa di San Vincenzo: è un cimelio di qualche anno prima, quando militava nella cantera della società biancoverde; dopo il fallimento, l’addio al Partenio e la carriera che inizia da Nocera.
Dice di non avere ancora firmato, ma è certo di indossare nuovamente i nostri colori: c’è l’accordo sulla parola con il nostro diesse, Enzo De Vito. Scambiamo qualche battuta, da cui mi convinco che sia tifoso dell’Avellino. Un calciatore che trascorre l’estate a Stromboli, luogo che amo a dismisura, anziché a Ibiza o a Milano Marittima, merita poi, in ogni caso, la mia stima e la mia incondizionata simpatia.
Mando un sms a Carmine; sul blog, invece, non scrivo nulla, timoroso di violare la riservatezza del mio interlocutore – che è pur sempre in vacanza – e – chissamai – di nuocere alla trattativa con il Catania, proprietario del cartellino di Pietro, che a questo punto mi auguro vada presto a buon fine. Un lupo strombolano: è quello che ci vuole per difendere la porta dell’Avellino.

Dicembre 2013.
Pietro ha disputato uno scorcio di stagione da antologia, parando anche l’imparabile, in casa con il Varese o in trasferta a Siena. Si fa male sul più bello, però, in allenamento. Si profila un lungo stop. In cura a Villa Stuart, Saracinesca – il nomignolo lo ha coniato Angelo Picariello – è ospite d’eccezione dell’Avellino Club Roma in occasione della diretta tv della gara casalinga con la Juve Stabia e di quella successiva a Crotone: diventa nostro socio onorario, il primo di una serie numericamente non folta, fatta perciò di gente selezionata.
La prima volta che viene Pietro sono allo stadio, la seconda al pub. Con lui c’è Vanessa, colei che li ha condotto a Stromboli. Nell’intervallo parliamo dell”isola, del vulcano, dell’escursione al cratere e di Ginostra, il villaggio cui si arriva solo dal mare, dove ho trasorso un paio di settimane in agosto con Elena.
Stavolta il blog tiene nota dell’incontro.

Luglio 2014
Il blog ha già compiuto un anno, raggiungendo le 12mila visite, nonostante il silenzio che ha accompagnato l”epilogo del campionato, un po’ per la delusione post-Padova, un po’ perché ho ripreso a scrivere per mestiere.
L”Avellino Club Roma ha anch’esso spento la sua prima candelina, coronando una stagione di successi: per il nuovo anno le basi sono ancora più solide.
Pietro Terracciano è tornato per fine prestiti al Catania: il prossimo campionato non giocherà più nell’Avellino.
Me lo ha confermato stamane, ancora a Stromboli: l’ho raggiunto da Ginostra, dove sono tornato anche quest’anno, rendez-vous combinato con la complicità di Zuckerberg. Mi dispiace che non resti, e dispiace anche a lui, “perché l’Avellino è l’Avellino”. Avevo congetturato bene, un anno fa: è tifoso della nostra squadra ed è un gran bravo ragazzo, lontano anni luce dalle malizie di certi lanzichenecchi che hanno vestito il biancoverde nell’ultimo scorcio dell’età dell’U.S. o dallo stereotipo del calciatore velinaro.
Ecco perché gli auguro un futuro all’altezza dei suoi ragguardevoli mezzi tecnici e delle sue doti morali. Tornerà al Partenio da avversario, questo è certo. Tornerà forse da lupo nel prosieguo di una carriera tutta da scrivere: così mi piace augurarmi.
Nel frattempo lo ringrazio per la disponibilità, per la simpatia.
Salutiamo Pietro Terracciano, il lupo strombolano, che contraccambia con i saluti agli sparuti lettori di questo blog e all’Avellino Club Roma, di cui resta socio, a questo punto vitalizio.
Ci sarebbero, a testimonianza, due video: la larghezza della banda, qui sull’isola, mi impedisce però di caricarli. In attesa di tornare in Continente, ecco almeno una foto:
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