Tempo da Lupi: l’Avellino e la neve

Nevica su Avellino e l’Irpinia, dicono Facebook e Twitter. Mia madre, al telefono, conferma: cinque centimetri sul capoluogo quando è appena ora di cena. A Roma soffia la tramontana, e le previsioni per questa notte annunciano che il termometro scenderà sotto lo zero: Marino come Alemanno?
Tempo di polenta nel piatto, con un bel rosso nel bicchiere. E tempo da Lupi, sabato contro il Cesena.
Per intanto, tuffiamoci nei ricordi: quelle volte che l’Avellino ha giocato sotto la neve.
Quando dici neve, pensi subito al Verona.
Tutti ricordano la vittoria per due a uno contro l’Hellas che avrebbe vinto lo scudetto. Era il 13 gennaio 1985, ultima del girone d’andata, e un eurogoal di Angelo Colombo manda a male Garella e il Partenio in visibilio.

Io c’ero, per quanto non avessi fatto parte di quel centinaio di tifosi che provvide a spalare la neve dal terreno di gioco. Ricordo che indossai un paio di stivaloni da pescatore, il pigiama sotto i pantaloni, e percorsi a piedi i due chilometri e passa che separano casa mia dallo stadio. Avevo tredici anni, in tasca l’abbonamento di curva, e alla partita andai per la prima volta da solo.
Ma la neve, mista ad acqua, fa la sua comparsa anche in un Avellino – Verona del 31 gennaio 1988, seconda giornata di ritorno e seconda vittoria in campionato per l’Avellino, che alla fine non riesce a salvare la categoria. Segna Paolo Benedetti, di testa, su traversone dalla sinistra di Armando Ferroni.

Siamo nella ripresa, e già nevischia, dopo un repentino mutamento delle condizioni atmosferiche: prima dell’incontro una dozzina di ballerine brasiliane, sull’onda del Cacao Meravigliao, aveva sfilato in perizoma lungo la pista di atletica. La mattina faceva caldo – giuro – e non avevo pensato a portare un ombrello: mi riparai sotto la bandiera, con l’unico risultato di ritrovarmi i capelli inzuppati e tinti di verde.
Il 14 aprile 2001, la neve impedisce la regolare disputa della partita casalinga contro la Vis Pesaro, campionato di Serie C1. È la Settimana Santa, e io sono per la prima volta al Partenio con Elena. Ci accomodiamo – per modo di dire – nell’anello inferiore della Sud, battiamo e stringiamo i denti, si gioca pochi minuti nella ripresa, poi l’arbitro manda tutti a casa.
Non mi ricordo, invece, di un Avellino – Foggia, ancora in C1, non disputata il 29 gennaio 2005, cui mi conduce il motore di ricerca di Big G.
Nel 2012, il 12 febbraio, l’ultima nevicata, con rinvio dell’incontro con la Pro Vercelli, nonostante si rivedano gli ultras nel tentativo di spalare, a quasi trent’anni da quella volta contro il Verona.
E sabato prossimo? Le previsioni dicono che fino a mercoledì fiocca: tre giorni dovrebbero bastare per spalare la neve dal campo e dagli spalti e per restituire il Partenio all’Avellino e ai suoi tifosi, per una partita all’insegna di un tempo da Lupi, che ben si addice a entrambi.

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Un pensiero su “Tempo da Lupi: l’Avellino e la neve

  1. Una postilla, grazie alla segnalazione di Luca F.: campionato di serie B 1991/92, il giorno dell’Immacolata l’Avellino di Maciste Bolchi batte per 3 a 2 la Lucchese; nella ripresa, sotto il nevischio, ribaltano il risultato Cuicchi, al novantesimo, e Bonaldi, due minuti dopo.

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