Squadra grande, squadra mia

E in Germania, in Germania per chi tiferesti? Penso il Borussia Moenchengladbach. In Spagna? Il Bilbao, il Bilbao. Quando sai benissimo che non è così che funziona. Funziona che ti deportano. La squadra per cui tifi un’intera vita non è mai una libera scelta. È un dettaglio del karma. Così come pure i nemici, i rivali, gli avversari. Sono lì, preconfezionati, come un kit della Lego. I baresi, i barlettani, i tarantini. Puoi anche decidere di montarli diversamente, i pezzi che hai. Ma, esperienza personale, non otterrai mai nient’altro che sgorbi. C’ho provato. (…). Perché capita. A volte i grandi amori tradiscono. O sembra che lo stiano facendo. E tu non reggi, non puoi reggere. Le arterie allora si gonfiano, il sangue si gela. E decidi che basta. Che non vuoi saperne più niente. E fuggi tra le braccia di amanti flebili, a ricercare la scintilla primordiale. La Fiorentina, il Livorno, l’Atalanta. Il Genoa, finalmente dissi, da oggi tifo Genoa. Tifo. Puah. Un amico mi fece, un giorno: “Ma non tifavi la viola?”. E a me, lo ricordo bene, venne da piangere. (…) Anni di prove, di onanismo forzato, di clandestinità. Fino al giorno in cui riemersi. E la vidi. Rossa e nera, splendida, battersela epicamente contro un Foligno qualsiasi. E sussurrarle nell’orecchio, come il miglior Umberto Tozzi: “Non ho smesso di amarti mai”. (…)
Se fossi nato a Roma? Roma, Roma.
E a Torino? Beh, c’è da chiederlo? C’è una sola squadra a Torino. (…)
Ma in definiriva, dimmi un po’, tu dov’è che sei nato?
A Foggia.

Tratto da E non vorrei lo sai lasciarti mai perché di Lobanowski 2

Dedicato a tutti quelli che sono tornati, non avendo mai smesso di amare l’Avellino.

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Un pensiero su “Squadra grande, squadra mia

  1. Ti ringrazio tanto, rivale.
    Del bellissimo messaggio e delle citazioni.
    E’ vero, la squadra per cui ti ritrovi a tifare è un lascito. Te la consegnano così, un bel giorno, senza che tu avessi chiesto niente, senza istruzioni per l’uso, senza possibilità di rifiuto. E per il resto della vita corri da Portogruaro a Gela, da Trieste a Messina, per onorare al meglio un regalo non desiderato.
    E’ come se ti avessero donato una mazza da polo, e avessi passato la vita a lavorare per comprarti un cavallo…

    Non puoi farne a meno.

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