Dopo Avellino – Empoli: l’eloquenza dei numeri e i sogni ad occhi aperti

Il settimo giorno si riposò.
Dopo sei partite vissute allo stadio, quella contro l’Empoli la vedo in tivvù, insieme agli amici dell’Avellino Club Roma, qui alla Garbatella.
Mi astengo allora dal commentare il match, perché la mediazione dello schermo non ne consente una lettura a tutto tondo, mi godo la vittoria e il quinto posto in classifica, vado a dormire con il cuore immerso nello zucchero, a sognare tutta notte Fabbro, Izzo e d’Angelo, protesi a ringhiare e sradicare palloni ai settenani Maccarone e Tavano.
Il giorno dopo, nella consueta sessione mattutina di iPad, mi tuffo nelle statistiche. La domanda che mi pongo è la seguente: quante giornate ci sono volute nei precedenti campionati di B, con i vari Zeman, Oddo, Carboni, Incocciati, per raggiungere quota 12 punti?
Con il boemo in panchina, anno di (dis)grazia 2003/04, ben 23 giornate: dopo sette turni, avevamo cinque punti, compresi i tre assegnatici a tavolino dal Giudice Sportivo per il derby mai disputato col Napoli.
Stesso (magro) bottino due anni dopo, con quota 12 raggiunta e superata di un punto alla diciassettesima, dopo l’avvento di Colomba.
Nel 2007/2008 Carboni inizia con sei sconfitte e una sola vittoria nel match a porte chiuse col Bologna, e ci vogliono 16 giornate per mettere insieme 12 punti.
L’anno successivo, dopo il ripescaggio, il derelitto Avellino di Incocciati fa appena due punti, e all’ottava subentra Campilongo, che con una striscia di due vittorie e quattro pari ci porta a 12 punti in 13 giornate: grasso che cola, rispetto ai predecessori.
Tre successi, altrettanti pareggi, una sola sconfitta sul campo della capolista Lanciano; cinque reti al passivo e seconda miglior difesa; dieci punti nei quattro incontri casalinghi: sono i numeri la cui eloquenza marca la differenza tra questo e gli scorsi e sciagurati campionati di serie B. Quella dell’Avellino di Rastelli è un’altra storia: l’inferno è dietro le nostre spalle, il paradiso forse appena dietro l’angolo. Si può continuare a sognare. Anche il giorno dopo. Anche ad occhi aperti.

2 pensieri su “Dopo Avellino – Empoli: l’eloquenza dei numeri e i sogni ad occhi aperti

  1. Ricordo il primo campionato di Oddo ad Avellino, uno dei pochi senza avvicendamento tecnico, la serie B 1990-1991, un secolo fa. Dopo sette giornate l’Avellino aveva collezionato 4 vittorie e 3 pareggi. La vittoria valeva ancora due punti, il bottino totale era 11, ed eravamo la capolista. Quel campionato si concluse poi con la salvezza all’ultima giornata, a quota 36 punti, come la Salernitana che però retrocesse.

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