F come Forza e Coraggio

Da squadra di oratorio, la Forza e Coraggio di Benevento alla fine degli anni duemila raggiunge la serie D. Veste di giallorosso, come il Benevento “vero”, e il sorteggio la designa come avversario dell’Avellino Calcio.12 per il primo turno della Coppa Italia di Serie D, prima partita dei biancoverdi dopo il fallimento dell’Uesse e il tonfo tra i dilettanti dopo mezzo secolo di professionismo.
Il 12 luglio 2009 si gioca al Partenio, davanti a 4mila persone: la storia non è finita, sembrano dire, ma molte di queste non torneranno su quegli spalti per anni. Segna il carneade Aniello Nappi, poi l’Avellino vince ai rigori. Io esulto come un disperato e in differita in un internet point di Zara, ma i dalmati sono uomini di mondo e non ci fanno caso.
La settimana seguente arriva una pesante sconfitta in quel di Francavilla Fontana: per i Lupi la serie D è un mezzo calvario, con i playoff agguantati a spese della Rossanese dopo lo spareggio di Matera, la vittoria in semifinale contro il Trapani e la beffa in finale in quel di Lamezia: segna – a tradimento – tale Mangiapane, con una punizione da quaranta metri che sorprende il portiere e i settecento avellinesi al seguito, compresi me e mio padre.
La riammissione in serie C2 arriva in estate grazie al piazzamento playoff e alla tradizione sportiva della città, con tanti saluti a Viribus Unitis – che passa al Partenio davanti ai miei occhi increduli – Sapri, Rosarnese e Palazzolo.

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