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Effetti collaterali della promozione in serie B: eliminare dai preferiti la pagina 215 del Televideo Rai.

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Lost & found: Desmond N’Ze Kouassi

Nativo del Ghana, cresciuto a Verona e dunque di passaporto italiano, Desmond N’Ze Kouassi arriva ad Avellino nel campionato di serie B 2007/2008, in prestito dall’Inter; i nerazzurri lo hanno precedentemente acquistato dall’Hellas per farlo giocare nella Primavera di Balotelli, con cui condivide le traiettorie di vita ma non le fortune calcistiche.

A differenza di Mario, Desmond gioca difensore, laterale e all’occorrenza centrale, e soprattutto spende la sua carriera da professionista lontano dai palcoscenici dei principali campionati.

Ad Avellino veste la maglia con il numero 30 e mette insieme appena dieci presenze, di cui solo cinque da titolare: qui i miei ricordi sono vaghi e rimandano a un ragazzo molto forte fisicamente, ma non ancora svezzato per affrontare un campionato di serie B.

Tornato alla casa madre nerazzurra, l’anno successivo Desmond torna a vestire il biancoverde, quello della Valle del Giovenco, in C1, poi finisce ancora più giù, in C2, a Milazzo.

Due stagioni fa il grande salto nel paese del Sol Levante e di Shingo Tamai, con l’ingaggio al Fujieda MYFC, compagine militante nella Japan Football League: le presenze a tabellino sono sette tra settembre e novembre, quindi N’Ze viene girato in prestito al FC Gifu, stavolta in seconda divisione.

Con i verdi giapponesi quest’anno N’Ze gioca da titolare inamovibile, impiegato in tutti i ruoli della difesa, da centrale e da laterale, sia a destra che a sinistra: 15 presenze finora e la prima rete da professionista a referto, un colpo di testa nella rocambolesca sconfitta casalinga ad opera del Kataller Toyama, a rimediare provvisoriamente il rigore provocato alcuni minuti prima.

Grazie ai nostri potenti mezzi, siamo in grado di mostrarvi il video dell’incontro: più che i gesti tecnici mi colpiscono le “scene di tifo”, che devo necessariamente condividere con i miei affezionati lettori.

Trofei in bacheca

La Lazio vince la Coppa Italia e la stagione 2012/13 volge al termine, in attesa dei playoff di B e Lega Pro, che però non assegnano titoli.
Il bilancio definitivo dei trofei assegnati dal calcio professionistico italiano è dunque il seguente:
Due titoli: Juventus, Avellino, Salernitana;
Un titolo: Lazio, Sassuolo, Trapani, Savona, Latina.

Lost & found: Diego Hernàn Acoglanis

Occorrono memoria, curiosità, tecnologia e serendipità, e il gioco è fatto: che fine ha fatto questo o quel calciatore, che in passato ha vestito la casacca dei lupi?

Iniziamo, in maniera assolutamente arbitraria, con Diego Hernàn Acoglanis, mediano argentino, classe ’82, in biancoverde da gennaio a giugno 2011.

Acoglanis cresce calcisticamente nel Rosario Central, poi passa al Central Cordoba, quindi valica la Cordigliera delle Ande e passa ai cileni del Coquimbo. Il passaporto comunitario lo convince a cercare fortuna in Europa, prima in Spagna, con i galiziani del Lalìn, poi in Italia, dove ricomincia dalle categorie dilettantistiche: dopo due campionati a Campobasso, in serie D, nel 2008/09 si unisce all’Hirpinia, in Eccellenza. Ed è qui che, durante la trasmissione di una partita su un canale locale, sento per la prima volta pronunciare dal telecronista il nome di questo calciatore, che immagazzino in qualche parte remota della mia memoria. Da essa attingo quando un paio di stagioni dopo l’Avellino lo mette sotto contratto, dopo il campionato di C2 vinto con le vespe della Juve Stabia e un fugace passaggio al Fidene: “El Tata” raggiunge all’ombra del Partenio i connazionali Vicentin e Comini.

Nella stagione regolare del campionato di Lega Pro seconda divisione il nostro totalizza 12 gettoni di presenza e una rete, un bel destro al volo che regala all’Avellino la vittoria sul sintetico di Pomezia. Inutile dire che io c’ero, nella trasferta in assoluto più breve della mia carriera di tifoso.

La seconda marcatura stagionale del rosso argentino arriva nella doppia finale playoff contro il Trapani: Diego segna la rete del 2 -1 casalingo, che i siciliani ribaltano a loro favore nella gara di ritorno.

Dopo la breve esperienza in Irpinia, Acoglanis si accasa alla Paganese, sempre in C2. Al termine del campionato con gli azzurrostellati chiude – per il momento – la lunga carriera da trotamundos e fa ritorno in Argentina.

Ed è lì che, seguendo le sue tracce nel Web, lo ritroviamo, nella sua Rosario, con la maglia del Tiro Federal, squadra di terza divisione, con la quale, fino a marzo, mette insieme 20 presenze e una rete.

Scritte sui muri #4

Grazie Bertuccelli

Ubicazione: Roma, quartiere San Lorenzo

Periodo: 1993 e negli anni a seguire

Referente: Roma, Stadio Olimpico, 16esimi di finale di Coppa Italia 1993/94, Lazio 0 – Avellino 2: “Fresta allunga la falcata e poi detta l’appoggio esatto per lo scatto di Bertuccelli, che scarica d’un fiato il bendiddio sotto la traversa”  (Franco Melli, Il Corriere della Sera, 7 ottobre 1993).

Modalità: vernice spray

Avellino, quanto “costa” la passione dei tifosi?

Lega Pro Blog

Sambiase- AvLo incontro nel primo pomeriggio ad Avellino. Look casual ma con una regola che non conosce strappi: l’onnipresenza del verde. Felpa all’inglese ed un giubbetto impermeabile in tinta. Acquisti freschi di un mese ma – scoprirò – già ricchi di storia perché indossati a Catanzaro ed in casa con il Pisa. Roba da B. E in cinque secondi sparisce ogni dubbio sulla fede calcistica del mio interlocutore.

 Si chiama G.P.,  non vuole pubblicità e mi chiede di limitarmi alle sue iniziali. Ha 27 anni, segue da una vita l’Avellino. Ed era al suo fianco anche in quella ormai famosa trasferta del 6 settembre 2009 al “D’Ippolito” contro il Sambiase. La prima partita in D, un trofeo da tenere stretto nel cuore più che un cimelio da portare in giro e sventolare in nome della “moda” ora che gli irpini sono tornati in serie B.

Il ragazzo, che mi offrirà un…

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